lunedì 25 maggio 2009

La rosa rossa

Ed eccoci, infine, a trattare uno dei fiori più spinosi di questo ragionamento sulle rose: quella rossa, di tutte la più bella e dolorosa.
Quando penso al colore rosso, subito vengono in mente il sangue e il fuoco, seguiti poi da altre immagini secondarie come il pericolo, la forza, Von Richtofen e altre, tutte legate all'ardore, all'animosità e a quel qualcosa di primordiale che vive in noi, quello che si può chiamare, senza peccare di esagerazione: vita. Perché rossa è la passione che infiamma il cuore, ricordando al sangue il motivo per cui circola nel corpo.
La passione ci spinge a gesti estremi, perché offusca la mente rigettandoci nella nostra natura primordiale. La rosa rossa è la passione. La rosa rossa è quella con le spine più affilate.
Si può vivere una passione condivisa che scalda il cuore e fa toccare il cielo con un dito, oppure viverne una univoca e scoprire il gelido calore delle fiamme dell'inferno, mentre di quella rosa magnifica non puoi sfiorare i petali che tanto agogni, mentre le sue spine fanno strazio del cuore. Il rosso dell'amore e le spine della sofferenza.
Messo così, verrebbe da pensare che il sottoscritto disprezzi la passione o tema di affrontarla. La passione è qualcosa di unico che scalda il cuore e ci ricorda di essere vivi. Se poi sono spine (come spesso accaduto) o fiori, poco importa, al fine della crescita interiore.
Come ogni fiore può evolversi in un frutto o morire senza produrre altro che petali secchi, dipende da noi, e da ciò cui si riversa la passione (perché non è detto che debba per forza essere amore verso qualcuno). L'ultima grande passione che mi ha colto, rivolta a soggetto umano di sesso femminile, si sta risolvendo in maniera inattesa: stiamo diventando amici.
Sì, mi riferisco al blu.... So cosa ho scritto sabato nel post scriptum e non lo nego. Amare non vuol dire obbligatoriamente volere una relazione amorosa. Si amano gli amici, i genitori, la sorella, il cane e con nessuno di loro vorrei una relazione!
Malgrado gli alti e bassi dell'ultimo periodo, per i quali avrei il sacrosanto diritto di troncare ogni rapporto e seppellire tutto sotto un bel vaffanculo, la sua unicità mi ha spinto a ricercare la sua amicizia. Una rosa rossa si trasforma in un frutto prelibato.
Ogni passione nasce perché davanti a noi passa una persona speciale, anzi unica, della quale non possiamo fare a meno. Che questa persona ci ferisca o sia ferita da noi, forse è inevitabile, ma ciò che abbiamo sentito ci seguirà tutta la vita. Questo è il motivo che mi spinge a salvare rapporti che, altrimenti, andrebbero a rotoli. Che sia un amico/a, una ragazza, poco importa, ciò di cui bisogna curarsi è se il sentimento è vero; in quel caso si deve combattere per tenerlo vivo. Ho scelto di esserle amico, malgrado la abbia amata quasi alla follia (vedi svariati post precedenti), perché è talmente meravigliosa e unica che perderla sarebbe un peccato imperdonabile. Identico ragionamento è valso per tutte quelle persone che in qualche modo ho perso e ritrovato. Tutte persone per cui il sentimento è vero e vivo.
Di tutti i fiori di cui sto scrivendo, la rosa rossa è la sola ad avere in sé il senso della vita: "vivi con intensità e trasporto, senza paura di farti male".

Marco Drvso
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