sabato 6 giugno 2009

La triste vicenda di Callisto

Malgrado si sia sparsa la voce che Callisto sia un nome maschile, vedi Tanzi, la Callisto cui mi riferisco era una ninfa, protagonista di uno dei miti, a mio avviso, più tristi di tutta la mitologia.
Ho scelto la sua vicenda come seconda storia da raccontare, per due ragioni. La prima è legata alle elezioni. La seconda è una questione personale: la sua è stata la prima costellazione che ho imparato a conoscere, Ursa Major, ed ho piacere a raccontare vicende che in qualche modo hanno a che fare con me (il mio cognome è D'Urso e, a quanto mi dicono, sono della vergine, citata nel post precedente). Callisto è anche uno dei quattro satelliti medicei, scoperti da Galileo.
Simon Marius scelse il nome dei quattro satelliti medicei e li chiamò: Io, Europa, Callisto e Ganimede, in onore a quattro personaggi posseduti da quel porco di Zeus (per la cronaca, Ganimede era un uomo); tutti accomunati dall'amore criminale del padre degli dei.
Si narra che Callisto fosse una delle ancelle di Artemide e per questa ragione costretta alla castità. Disgrazia vuole che fosse così bella da far invaghire il solito porco che, sotto mentite spoglie, riuscì a sedurla. Che avesse preso le sembianze di Artemide o di Apollo (suo degno figlio; chiedetevi perché la dea della Luna, sorella del Sole, girasse armata...), poco importa; ciò che mi preme sottolineare è l'opera truffaldina di Giove (adoro alternare il nome ellenico con quello latino; non fateci caso).
Dopo che Giove ebbe fatto i suoi comodi, rimandò Callisto da Artemide, disgraziatamente, gravida. Quando la vergine Diana scoprì che una delle sue ancelle non era più vergine, andò su tutte le furie. Qui i miti sono discordanti: c'è chi sostiene che sia stata Diana a tramutarla in orsa come punizione, chi attribuisce la mutazione alla gelosia di Giunone, infine chi attribuisce al solito porco la mutazione per nascondere il fattaccio alla moglie. Chiunque sia stato, Callisto divenne una orsa. Da qui in poi racconterò, per brevità, la versione del mito che mi fu raccontata per prima.
Callisto, sebbene trasformata in orsa, partorì un figlio umano, Arturo o Arcade, che divenne guardiano degli animali in un bosco sacro; da cui il nome Arturo, guardiano degli orsi.
Nel frattempo, Hera, notoriamente cornuta e irascibile, scoprì l'arcano. Gran donna, ma tremendamente vendicativa, quella volta seppe dare il peggio di sé. ; mandò a caccia Arturo, premunendosi che trovasse l'orsa più bella del bosco e la inseguisse per ucciderla. Inutile dire che l'orsa era sua madre. Che sia stata una ripicca di Artemide o di Hera, poco importa, davanti al gesto scellerato di mandare un figlio ad uccidere la propria madre, per vendicarsi delle azioni di Zeus.
A questo punto, il padre degli dei fa l'unica cosa sensata di tutta la vicenda e impedisce l'omicidio di Callisto, trasformando lei e suo figlio in due costellazioni, rispettivamente Ursa Major e Bootes (di cui Arturo è la stella più luminosa, α Bootis). Da allora le due costellazioni si inseguono nella volta celeste.
C'è chi dice che Bootes sta di guardia alle due orse, c'è chi narra che sia costretto a correre dietro l'orsa maggiore per un dispetto di una certa dea, figlia di Cronos e Rea. Tale dea fece in modo che le due costellazioni non tramontassero mai, costringendo suo marito ad averle sempre davanti agli occhi, per ricordargli quanto quel tradimento la irritasse.

Anche in questo mito c'è una lezione morale e tristemente attuale. Callisto e Arturo sono il popolo minuto, costretto a subire i giochi perversi dei potenti. Senza alcuna colpa, si trovarono costretti a vagare nel cielo senza sosta, per la libidine del papy degli dei e della vendetta della sua degna consorte.
In epoca pre rivoluzionaria, quando l'assolutismo era la regola, forse simili atti erano concepibili (sebbene non scusabili), anche dal punto di vista del popolo che riconosceva nel re una emanazione divina. Ai nostri giorni, tutto ciò è inaccettabile e odioso, ma si verifica ancora.
I grandi potentati hanno seguito l'esempio della borghesia italiana ottocentesca che, invece di seguire l'esempio degli altri paesi europei, seppe solo sostituirsi all'aristocrazia, generando nuove stirpi di potenti, sovente incapaci di governare il proprio potere. I moderni potentati si comportano come quegli dei falsi e bugiardi, giocando con la vita delle persone comuni, per soddisfare i propri interessi, un esempio è l'attuale crisi economica: creata a tavolino.
Personaggi che si pongono al di sopra della legge, usando lo stato per i propri interessi, rappresentano il male massimo per una società moderna ed evoluta, con il solo risultato di peggiorare il mondo e rendere ancor peggiore l'immagine che lasceremo ai posteri.
Sarebbe troppo facile attaccare persone precise, ascrivendo loro un malcostume antico che sta tornando forte attualità. Mi limiterò ad una considerazione: "li fece a sua immagine e somiglianza" e lo chiamò dei. Forse è tempo di riattivare il processo evolutivo e andare avanti.

Marco Drvso
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