martedì 24 novembre 2009

La mia rosa bianca

Tempo fa scrissi delle rose bianche, omettendo parte della verità.
Mi riferivo ad una persona ben precisa, ma sapevo di parlare anche di un'altra persona. Durante tutta la stesura del post ho pensato a lei, riferendomi ai possibili danni operati dalla mia fallace, grossolana, umanità. Mi domandavo che fine avesse fatto e se si ricordasse di me, quell'unica rosa bianca che colsi in vita mia. Quel che ho scritto riguardo l'altra rosa bianca lo si può sovrapporre pienamente a lei, perché quelli sono i caratteri salienti delle rose bianche, ciò che le rende uniche e meravigliose.
Come ho scritto in alto, omisi parte della verità.
Non ho mai parlato della mia rosa bianca, neanche con gli amici più cari. Era un ricordo dolce e amaro, solo per me. Qualcosa di così intimo e profondo da non riuscire a esprimere. Un rimpianto, forse l'unico della vita, che mi ha accompagnato da una mattina d'autunno del 1995, quando scappai.
Per anni ho rivissuto quel momento e nei momenti di buona mi sono dato del coglione (figurarsi negli altri). Le ragioni di quel gesto e del mio distacco totale apparivano come questioni insormontabili e coerenti, ma oggi mi fanno quasi sorridere, ripensando alla mia idiozia. Motivo per cui non ho più colto rose bianche.
Ne è passato di tempo, quasi 5 lustri e ancora mi chiedo, contravvenendo a tutti i miei ragionamenti sull'inutilità del "SE passato", come sarebbe andata se non fossi stato un coglione.
Se solo sapesse quante volte mi sarei voluto avvicinare, ma il rimorso per quel che avevo combinato era troppo forte, La paura di ferirla ancora mi teneva lontano.
La via per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
In questo momento mi sta accadendo un fatto strano. Ho ritrovato quella rosa e, per qualche strana alchimia del destino, è tornata ad essere la mia stellina.
Solo ora mi sto rendendo conto di quanto io sia fortunato. Ho ciò che tutti bramano nella vita: la seconda possibilità e non voglio sciuparla.
Poche volte nella vita si ha la fortuna di veder realizzato un sogno.

Marco Drvso
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