venerdì 14 ottobre 2011

Il pomo della discordia e altri frutti rivoluzionari

Con interesse e un pochino di dubbio, sto seguendo l'evolversi della politica di questi tempi.
Che il mondo stia andando a rotoli, non è da mettere in dubbio. A livello sociale e ecologico, siamo sul baratro del precipizio e, come sul Titanic, si va vanti noncuranti di aver scelto una folle rotta. Ma a chi giova tutto questo?
Possibile che a monte ci sia solo la follia umana, nell'inseguire illusioni di ricchezza e potere o, peggio, un insensato comportamento tipico della nostra specie, magistralmente riassunto in Matrix, che vi linko qui.
Trascurerei questa questione, perché sarebbe un vano e sterile filosofare sui massimi sistemi, che non porterebbe a nulla di interessante. Sono uno scienziato, mi piacciono i fatti, non le speculazioni.
I fatti sono semplici. In occidente c'è una crisi economica mostruosa che per molti versi è legata alle crisi politiche arabe, a quelle alimentari dei paesi poveri e via discorrendo, in un crescendo di fame, rabbia, voglia di rivalsa e atteggiamenti da iena. Tutte questioni che si potrebbero risolvere se non ci fosse la volontà dall'alto di non farlo. Non è complottismo, non sto sparando su governi mondiali e simili, bensì di pura e semplice ingordigia dei potenti. Maledette banche. È solo ingordigia?
Mi sento di aggiungere che la cultura diffusa, cioè di maggior consumo e diffusione, alla base della formazione del pubblico pensare, non stimola al miglioramento. Diciamo pure che siamo schiacciati tra esempi negativi e pessime abitudini. Se fossimo in un grande laboratorio, direi che ci stanno testando per capire se siamo in grado di distinguere il bene dal male e quanto siamo influenzabili. Ci offrono il peggio, per vedere se siamo in grado di essere meglio?
È un momento di follia diffusa in cui si riesce a mangiare un panino, guardando immagini dei profughi somali e ci strappiamo i capelli se muore un miliardario che ha creato una visione dell'informatica che non mi è mai piaciuta. Follia che si perpetua ogni giorno, montando la lecita rabbia del mondo.
Qui casca la domanda che mi sta assillando da giorni: e se fosse tutto preparato?
Talvolta, sembra che lo facciano apposta per far incazzare la gente. Sembra che ci stiano provocando, ma non ne vedo la ragione. È come se Eris si fosse risvegliata e stesse preparando il campo per suo fratello.
Non so dare risposta. Mi limiterò solo a considerazioni: siamo impazziti tutti e stanno facendo in modo di farci ammattire ancor di più, riempiendoci la testa di illusioni e falsi miti.

Dio non esiste e l'uomo è il suo profeta.


Marco Drvso

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