giovedì 5 gennaio 2017

A me piace l'inverno

Non sono un fanatico del freddo, né il classico pirla che sceglie una posizione particolare per farsi bello, né disprezzo le altre stagione, però mi piace l'inverno.
Amo i colori del principio dell'autunno e l'accendersi delle luci in attesa del solstizio. Amo l'esplosione di vita della primavera e il caldo sonnacchioso dell'estate, ma l'inverno ha qualcosa di unico, che lo rende più bello dell'estate: la sua luce.
Siamo abituati a sentirci raccontare del grigiore invernale, di giornate buie e tristi, ma in realtà questa è la descrizione della fine dell'autunno, tra novembre e dicembre. Dopo il solstizio il Sole è rinato e vince sulle tenebre, fa un freddo becco, ma c'è luce. Ogni giorno guadagniamo un po' di luce ed è stupendo, se poi nevica, cosa rara di questi tempi, allora è vera magia.
Un po' di luce in più, qualche gemma che compare, la terra che ricomincia a brulicare di vita, fino al giungere della primavera. Questo è l'inverno: una promessa.
Una stagione sincera, che non gode dei giusti meriti.
La primavera ci accompagna luminosamente alle vacanze, viziandoci con frutta dolce, fiori profumati e ormoni a palla. L'estate ci delizia col riposo, ma non mente, infatti ci mostra il lento accorciarsi delle giornate, per abituarci al ritorno al lavoro e alla routine. L'autunno ci accompagna alle feste e al nuovo anno, partendo da un'esplosione di colori, paragonabile alla primavera, fino ad arrivare al tenebroso sonno della natura. Infine c'è l'inverno (sono un uomo all'antica, per me l'anno inizia il 21 marzo), quando si gettano i semi della rinascita e lentamente tutto inizia a svegliarsi. Inizialmente sono pochi fiori di gennaio, tipo le roselline del mio giardino che fioriscono in questi giorni, i bucaneve e poi, con una progressione sempre più rapida esplode tutto ed è primavera e noi ci arriviamo rinvigoriti dal Sole invitto, che ormai è forte e potente. Si va dal natale alla pasqua (piccolo dettaglio: la pasqua cristiana, in realtà, ha più assonanze con la festa del Sole, fuori stagione, ma tra la necessità di conservare la tradizione che la lega a pesach e il fatto che il solstizio d'inverno era già occupato dalla modificata data della nascita di Cristo, per la cronaca avvenuta in primavera, sotto il cielo della Vergine....), che nella tradizione pagana erano la rinascita del Sole e quella della natura.
Questo è l'inverno. Inizia con Horus e Apollo che tornano a conquistare il cielo e si conclude con Proserpina che torna da Cerere e la vita ha il suo nuovo inizio.
L'inverno è la vera rinascita, perché la vita non inizia col primo respiro, ha bisogno della sua fase di preparazione. Ecco, perché a me piace l'inverno.

Marco Drvso
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